OYALA DJIBLOHO HOTEL, Equatorial Guinea

Project: Hotel, Congress Center, 50 Presidential Villas and 18 hole Golf Course

Location: Oyala-Djibloho Republic of Equatorial Guinea, Africa

Landscape Design: GSAssociati, PGLandShapes, Ravenna, Italy

Golf Design: GSA, PGLandShapes, Bates Golf Florida

Project Manager: Eng. Sam Thamin

Design Team Coordinator: arch. Olivia Czartoryska

Design original concepts: arch. Georges Hirsch, Belgium; George Lorenzon, Vancouver, Canada

Interior designer: Stramigioli Associati, Pesaro, Italy; Alan Hurlbatt, Akataka, South Africa

Construction: PICCINI CONSTRUCTION

Client: Piccini Construction for GE Projectos (Government of Equatorial Guinea)

Year: 2008/2015

Golf 18 Buche, centro congressi, complesso di ville residenziali e hotel a 5 stelle in Guinea Equatoriale, West Africa

Questo complesso, situato nella località di Oyala, oggi conosciuta anche come Djibloho, sorge nella futura capitale della Guinea Equatoriale, scelta per il suo facile accesso e per il clima favorevole rispetto alle città sulla costa.
Il progetto urbanistico rappresenta un livello di progettazione integrata dove l’analisi paesaggistica sulla vegetazione e l’orografia del terreno ha guidato le scelte del team internazionale di progettazione.
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Il campo da golf costituisce una cintura verde di collegamento avente come sfondo la foresta pluviale, in questo modo si crea una visuale paesaggistica a più ampio respiro, essendo la foresta circostante molto densa ed inaccessibile.
Le buche si snodano attorno all’hotel, al centro congressi ed al complesso residenziale costituito da 50 ville che ospiteranno i presidenti dei paesi africani durante il prossimo congresso pan-africano.

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Il progetto e la realizzazione di questo intervento, nel cuore della foresta pluviale centroafricana, è stata una grande esperienza professionale e soprattutto umana: il team internazionale dell’impresa italiana incaricata ha creato dal nulla i presupposti per un grande progetto e ha insediato dapprima la fabbrica per realizzare i prefabbricati da utilizzare nella costruzione, poi il campo per ospitare maestranze, materiali e mezzi ed infine in pochi anni ha creato questo importante complesso recettivo e residenziale per ospitare i futuri meeting dei presidenti africani. La vita al campo durante le serate davanti al fuoco, crea unici momenti per rinsaldare amicizie e creare un senso di fratellanza tra le diverse etnie presenti.

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Il parco che si sviluppa attorno all’Hotel ed il Centro congressi avvolge con spazi verdi le aree funzionali, le strade ed i parcheggi; è costituito inoltre da zone fruibili con piscina, campi da tennis ed aree di sosta, e da un grande spazio di rappresentanza denominato La Piazza delle Palme Unite d’Africa.

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L’idea generativa è stata quella di creare uno spazio concettuale come fosse una grande “bandiera vivente”, che rappresentasse la speranza del verde continente africano finalmente in pace come oggi noi viviamo la nostra Europa. La parte centrale della piazza è un grande prato da golf con la forma planimetrica dell’africa, dove il sogno diventa realtà, immaginando i figli dei presidenti africani che giocano insieme durante i congressi. L’”isola verde” dell’africa è circondata da palme e riquadri pavimentati con calcestruzzo architettonico a base di granito locale, con giunti separati da pietre granitiche: avvicinandosi al centro i riquadri si riducono e si rarefanno lasciando spazio al grande spazio verde centrale.

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I viali, gli ampi spazi fioriti che circondano il campo da golf, ed I giardini delle ville completano il quadro paesaggistico generale, creato grazie alla produzione diretta sul vivaio temporaneo di più di 30.000 arbusti e piante fiorite.

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GOLF Le 18 buche di campionato par 72 si snodano tra le radure all’interno della giungla ed i secolari esemplari arborei, fungendo da spazio visuale e paesaggistico oltre che di gioco. Lo stile di progettazione costituisce un esempio di african links, campo da golf come connessione tra il paesaggio antropizzato e la giungla impenetrabile, con la vegetazione nativa insediata che “prepara” il terreno consentendo il ritorno della foresta pluviale nelle zone al di fuori degli ambiti di gioco, deforestate per effettuare il movimento terra. La cintura verde posta all’esterno oltre che di fatto ampliare la percezione del paesaggio, allontanando il limite impenetrabile della giungla e quindi creare più respiro e profondità di visuale, costituisce anche una zona di sicurezza, rendendo eventuali intrusioni sia antropiche che animali più visibili e controllabili.

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Il progetto del campo dopo il sodalizio ventennale con Ron Kirby rappresenta la continuità e la prima esperienza di partnership con Bates Golf Design il cui presidente è Gene Bates, genero di Kirby. Di seguito alcune configurazioni delle buche di gioco che prevedono un utilizzo flessibile a seconda dell’utenza golfistica, e dell’eventualità di ospitare competizioni anche importanti.

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